ott 26

Articolo estratto da MeridioNews

Teatro Stabile, presidente Milazzo si dimette
«Accanimento burocratico e diffamazione»

CULTURA E SPETTACOLI – Il giornalista 85enne ha presentato le dimissioni ma rimarrà finché non sarà eletto il successore.<<Spero trovi un clima più sereno e benigno di quello che è toccato a me», scrive in una lettera. I poteri passano al vicepresidente Jacopo Torrisi: «Concorderò con lui ogni scelta >>

«Aveva già detto che non sarebbe rimasto per tutti e quattro gli anni del suo mandato, ma solo per metà». Il presidente del Teatro Stabile Nino Milazzo «ha presentato ieri la lettera di dimissioni al consiglio di amministrazione – dicono dall’ufficio stampa dell’ente – e rinunciato irrevocabilmente a tutte le sue mansioni». Ma il numero legale non è stato raggiunto e quindi, almeno formalmente, l’assemblea non ha potuto ratificarle. Il termine che Milazzo si era dato era scaduto a luglio. «Ha deciso di mantenere la carica per altri due mesi solo per ragioni legate a questioni di bilancio». Resterà, almeno sulla carta – delegando i poteri a cui ha rinunciato -, fino a quando non sarà eletto il successore.
Nella lettera con cui fa il bilancio della sue gestione, Milazzo scrive di «accanimento burocratico che qualche ufficio della pubblica amministrazione esercita sul Teatro» a proposito dei fondi economici sui quali l’ente basa la sua attività. Ma pure di «azione denigratoria, spinta talora fino alla protervia della diffamazione, che alcuni soggetti collegati a ben circoscritte aree politiche e sindacali hanno condotto contro il gruppo dirigente». E nei due anni trascorsi a guida dello Stabile «non mancano i motivi di soddisfazione», non nasconde «l’amarezza per ciò che poteva essere e non è stato». Conclude infine facendo gli auguri al proprio successore, non ancora nominato dal Comune: «Spero che il mio successore sia più efficiente di me e che il contesto in cui dovrà svolgere il suo compito sia più sereno e benigno di quello che è toccato a me».
«Il presidente Nino Milazzo non ha abbandonato il Teatro – dice a MeridioNews il vice presidente Jacopo Torrisi – Ha solo rinunciato a svolgere alcune funzioni del suo incarico per ragioni personali legate alla sua salute». In base a quanto stabilito dallo statuto, tocca a Torrisi prendere in carico – in caso di indisponibilità del presidente – compiti come «firmare alcuni documenti ed essere presente quando lui non potrà».
Ma ogni scelta sulla direzione del Teatro «sarà discussa e condivisa con lui – precisa a MeridioNews Torrisi – come sempre lo è stata finora». Proprio qualche giorno fa – per la presentazione del calendario degli spettacoli – il presidente Milazzo aveva preannunciato il suo possibile allontanamento. «È stato ed è ancora l’anima dello Stabile. Si è sempre speso per garantire la sopravvivenza del Teatro e, se ha ancora qualche possibilità di vita, è grazie a lui».
Le condizioni economiche dell’ente non sono positive. «Come tutti i teatri pubblici viviamo dei contributi che ci dà la Regione – aggiunge Torrisi – non produciamo ricchezza ma cultura». E sulle speranze riguardo al futuro, conclude: «Siamo ottimisti, ma i dati degli ultimi anni sono demotivanti e, se la politica dei tagli continuerà, sarà difficile andare avanti».

ott 02

Comunicato Stampa

Uil Segreteria territoriale Catania

01.10.2015
Comunicato stampa

“Nella vertenza Teatro Stabile di Catania, la Regione finalmente batte un colpo. Dopo una lunga battaglia sindacale, dopo l’appello di Uil e UilCom che recentemente avevano denunciato come i lavoratori dell’ente non percepiscano stipendi da aprile, sono stati mantenuti gli impegni con lo Stabile e firmato il mandato per il pagamento dei fondi. Un fatto positivo che ci auguriamo possa aprire una nuova fase, assicurando certezze all’attività di un’istituzione-emblema della cultura catanese e siciliana”. Lo affermano i segretari generali di Uil e UilCom Fortunato Parisi e Giovanni Nicotra, insieme con il componente della segreteria provinciale UilCom Salvo Orlando, che ancora nelle scorse settimane avevano diffuso una nota per sollecitare i soci istituzionali del Teatro – Regione, Provincia e Comune di Catania – e il Consiglio di Amministrazione dell’Ente a intervenire per scongiurare l’aggravarsi della crisi dello Stabile e chiedere “soluzioni strutturali”.