mar 31

Sit-in Almaviva Catania

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Le scriventi OO.SS Fistel e Uilcom, all’indomani delle assemblee tenutesi nel sito Almaviva Catania, ribadiscono ai lavoratori la piena libertà di partecipare al sit- in ( fuori turno) previsto il 31/3/16 in via Cardillo, a partire dalle ore 10:00, pur aderendo ad eventuali richieste aziendali. Il sit- in si terrà in concomitanza alle manifestazioni di Napoli e Roma per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito ai licenziamenti annunciati dall’azienda il 21/3/16.
Riteniamo prematuro e controproducente proclamare stati di agitazione e blocco del lavoro supplementare poiché non vi sono commesse in comune con i suddetti centri ( ad eccezione del 190 a Napoli) e consideriamo più proficuo attendere gli esiti di un incontro che si terrà il 1 aprile a Roma tra parti sociali dei centri impattati e vertici aziendali.Altresì si attendono indicazioni dalle Segreterie nazionali per una futura azione congiunta e unitaria contro il governo e la mancata applicazione delle leggi già vigenti.
RSU Uilcom e Fistel

mar 31

“Anche la cultura si schiera con i lavoratori Almaviva”

“Anche la cultura si schiera con i lavoratori Almaviva”
Queste le parole del Segretario Organizzativo Uilcom Catania Salvo Orlando, elemento di spicco del Teatro Stabile di Catania.
E non poteva essere diversamente giacché i teatri stanno attraversando un periodo buio, di tagli continui che stanno logorando il settore.
Le istituzioni anche in questo caso, sono sorde agli innumerevoli segnali di disagio e disappunto lanciati dal sindacato.
Con la vertenza Almaviva si crea un ulteriore pericolo, migliaia di posti di lavoro rischiano di sfumare e contestualmente migliaia di famiglie potrebbero non avere un futuro.
La Sicilia quindi rischia il collasso in più settori e pertanto innumerevoli saranno le manifestazioni a difesa e tutela di una terra martoriata, assetata di lavoro che dovrebbe essere un diritto e non un lusso per pochi.

mar 31

Almaviva Catania – La UILCOM c’è –

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La Uilcom c’è!
Sit- in Almaviva, Segreteria Provinciale Catania presente.
Il Segretario generale Nicotra ribadisce la solidarietà ai lavoratori di Palermo, Roma e Napoli.
Il Segretario Prov. Siciliano sottolinea la linea di protesta e di supporto ai colleghi dei centri impattati e precisa che al momento si esclude lo stato di agitazione e il blocco del lavoro supplementare nel sito di Catania in attesa di riscontri legati all’incontro tra parti sociali e azienda che si terrà il 1 aprile.
Infine il Segretario Prov. Sicali auspica una soluzione per il martoriato settore outsourcing , rimarcando una scarsa attenzione da parte del Governo centrale e la mancata applicazione di leggi già vigenti che potrebbero dare una boccata di ossigeno a migliaia di lavoratori impiegati nel settore.

mar 21

Mise, Bellanova: Almaviva ritiri i licenziamenti

 

“Il governo è preoccupato dalla decisione della società Almaviva di aprire la procedura di mobilità per tremila lavoratori di call center. Invitiamo l’azienda a fermarsi. Chiediamo una moratoria immediata dei licenziamenti annunciati”.

Lo dice in una nota la viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, commentando i 2988 licenziamenti annunciati questa mattina dalla società Almaviva, di cui 1670 a Palermo, 918 a Roma e 400 a Napoli. “Ho convocato il tavolo sui call center, il governo ha messo a disposizione ammortizzatori sociali fino al 2017 e soluzioni per dare una decisa sterzata al settore, dal nuovo codice degli appalti, all’inasprimento delle sanzioni per chi delocalizza, norma ribadita con un emendamento al ddl Concorrenza, in cui viene estesa la responsabilità in solido tra chi affida a terzi e il gestore per qualsiasi violazione. Ho convocato tutte le imprese committenti chiedendo il rispetto dei contratti di lavoro nei bandi. Almaviva sta ignorando tutto questo scegliendo la strada più facile e drammatica – prosegue nella nota la viceministro.

“Abbiamo tolto dalla base di calcolo dell’Irap il costo del lavoro a tempo indeterminato che per le aziende del settore incide maggiormente, abbiamo messo in discussione una volta per sempre il massimo ribasso sugli appalti e ci siamo mossi per finanziare la solidarietà e la cassa integrazione con un intervento per coprire fino al novembre 2017 – conclude Teresa Bellanova-. Approvata la clausola sociale è ora affidata alla contrattazione tra le parti, per garantire i posti di lavoro preesistenti. I soldi ci sono per affrontare le criticità del settore e c’è un tavolo riconvocato con le parti sociali per il 18 aprile. Tutte cose che sanno anche i manager di Almaviva”.

mar 21

Situazione AlmavivA Contact

Comunicato Unitario Sindacale

Oggi le OO.SS. di Catania insieme alle RSU sono state chiamate in contemporanea con tutte le altre sedi Di Almaviva Contact per importanti comunicazioni Aziendali. Come ampiamente previsto purtroppo la comunicazione riguardava l apertura delle procedure di licenziamento per 2990 suddivise per le sedi di Palermo (1670) Roma (918) Napoli (400) oltre a due dirigenti commerciali sulla base della legge 23 del 1990.
Sono innumerevoli ormai le volte in cui abbiamo denunciato con forza il gravoso stato di crisi in cui versa l intero settore ed in particolare Almaviva sia con manifestazioni locali che nazionali. La contingenza che oggi salva Catania Rende e Milano non può e non deve essere intesa come garanzia di sicurezza e se da oggi il governo e le parti datoriali insieme alle sigle non elaborano un piano nazionale che metta fine alle delocalizzazioni ed alle gare al massimo ribasso l’intero settore risulta inesorabilmente segnato.
Con questo comunicato le scriventi esprimono inoltre tutta la propria solidarietà ai colleghi di Palermo Napoli e Roma il cui futuro oggi si fa più cupo ed incerto. Non lasceremo soli i nostri colleghi e lotteremo al loro fianco per fare in modo che questa ingiustizia oltre all’inerzia delle istituzioni abbia finalmente a cessare.
La prossima settimana, da giorno 28 in poi daremo luogo ad un ciclo di assemblee che serviranno a chiarire meglio la situazione ed annunciare quali saranno le iniziative di mobilitazione che insieme a tutti metteremo in campo
SLC CGIL
FISTEL CISL
UILCOM UIL
UGL TELECOMUNICAZIONI

mar 18

Presentazione modello 730

Si informano tutti gli iscritti alla nostra organizzazione sindacale che anche per l’anno 2016 e’ possibile recarsi presso il nostro Caf Uil sito in via di San Giuliano n. 365 per la presentazione del modello 730 gratuitamente.
Si ricorda che tutti i documenti da presentare comprese spese mediche e scontrini fiscali vanno consegnati sia in originale ,sia in fotocopia. Laddove si debba presentare un modello 730 congiunto col proprio coniuge non bisogna mischiare le documentazioni ma tutte le fotocopie vanno fatte per singolo codice fiscale.
Ovviamente vanno consegnate anche le copie dei documenti di riconoscimento e codici fiscali sia del richiedente e sia di ogni componente della famiglia che deve essere dichiarato.
Di seguito i documenti necessari per la dichiarazione dei redditi :
Copia documenti di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale di tutti i componenti
Copia dichiarazione dei redditi ( 730 o unico ) presentata l’anno precedente.
Visura catastale degli immobili ( terreni o fabbricati ).
Cud ( nel caso di 730 congiunto di tutti i componenti ).
Atto di mutuo con relativi interessi passivi da scaricare .
In caso di affitto copia del contratto di locazione con relative ricevute fiscali di pagamento.
Per gli asili i bollettini di pagamento relativi all’anno 2015 per ogni figlio fino a 3 anni d’età .
Per le spese mediche tutti gli scontrini fiscali con codice fiscale in evidenza.
Si informano inoltre gli iscritti che prima di presentare la dichiarazione bisogna compilare e firmare una delega al Caf.

mar 02

Call center, sindacati: “Ottomila posti a rischio. Nemmeno Poste e Enel, che sono pubbliche, rispettano clausola sociale” Tratto da “il Fatto Quotidiano”

L’allarme delle organizzazioni dei lavoratori su delocalizzazioni, gare al massimo ribasso e violazione della nuova legge sugli appalti, che impone la salvaguardia dei lavoratori quando il committente cambia operatore. “Vincono società che offrono prezzi irrisori, violando le regole del mercato e le norme del lavoro”
Cinquemila posti di lavoro a rischio nelle prossime settimane. Ottomila nei mesi a venire. I sindacati del settore dei call center, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, lanciano l’allarme sulla crisi del comparto, che in Italia conta circa 80mila operatori. Le sigle sindacali avevano indetto uno sciopero nazionale del settore per il prossimo 11 marzo, poi sospeso quando il ministero dello Sviluppo economico ha convocato le parti sociali il 9 marzo per aprire un tavolo sul tema. La strada però si preannuncia in salita. Le regole per fermare l’emorragia occupazionale e il fenomeno della delocalizzazione ci sono, ma, denunciano i sindacati, sono sistematicamente disattese. Anche da aziende pubbliche come Poste ed Enel.
Una nota sindacale congiunta prevede “nei prossimi mesi oltre 8mila licenziamenti nel settore dei call center, di cui almeno la metà vedrà aprire le procedure di licenziamento già nel mese di marzo”. A dare il via alla catena degli esuberi sono state Gepin Contact e Uptime, aziende che fino a pochi mesi fa gestivano i call center di Poste Italiane. Dopo avere perso le commesse, nei giorni scorsi le società hanno aperto le procedure di licenziamento per 450 persone tra Roma e Napoli. “Ma Poste, come tante altre imprese committenti, ha utilizzato gare al massimo ribasso per assegnare le commesse – spiega Michel Azzola, segretario nazionale Slc Cgil – Chi vince queste gare sono società che offrono prezzi irrisori, violando le regole del mercato e le norme del lavoro, se non addirittura aziende decotte“. Ma il terremoto rischia di travolgere anche Almaviva, altro call center che dà lavoro a migliaia di persone soprattutto nel Sud Italia e che recentemente ha perso una commessa da parte di Enel. Secondo fonti sindacali, l’azienda si appresta a dichiarare migliaia di esuberi: a rischio sono circa 3.500 persone. “Almaviva è stata una delle poche aziende che non ha delocalizzato – spiega Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom Uil – Ma non può reggere la concorrenza di aziende che praticano gare al massimo e spostano il lavoro all’estero”.
Ora i sindacati chiedono l’applicazione della recente legge sugli appalti, entrata in vigore a febbraio. La norma prevede la cosiddetta clausola sociale: gli addetti di un servizio di call center hanno diritto a mantenere il posto di lavoro, quando l’impresa committente decida di cambiare l’operatore. E la richiesta diventa ancora più pressante quando le società in questione sono a partecipazione pubblica. “E’ del tutto inaccettabile – afferma Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil – che due aziende controllate dallo Stato italiano, come Poste ed Enel, possano assegnare attività di call center senza rispettare le clausole sociali approvate dal Parlamento. Se passa il principio che le aziende pubbliche non rispettano le leggi, perché mai dovrebbero farlo quelle private?”.
A complicare la situazione, ci ha pensato un cambio in corsa sugli ammortizzatori sociali. L’Inps ha infatti deciso l’inquadramento del settore come terziario e non più come industria. Questa risoluzione comporta che le aziende di call center non possano più richiedere gli ammortizzatori sociali ordinari, ma debbano contare solo sugli strumenti in deroga. Che hanno una durata inferiore e seguono un iter autorizzativo più complesso. “Questa decisione implica che molte aziende non hanno più gli ammortizzatori sociali necessari per riorganizzarsi e sono costrette a licenziare”, prosegue Azzola.
Ma sullo sfondo della crisi, restano le piaghe storiche del settore dei call center: gare al massimo ribasso e delocalizzazione. In realtà, anche in questo caso, c’è una legge datata 2012 che dovrebbe scoraggiare le aziende a portare il lavoro all’estero. La norma prevedeva che gli utenti debbano sapere se l’operatore li sta contattando dall’Italia o da un Paese straniero. Inoltre, la legge imponeva ai committenti di comunicare al ministero del Lavoro eventuali attività fuori dall’Italia. Ma i sindacati denunciano che queste regole sono sistematicamente disattese. “Si è consentito in questo modo, a tantissime attività – spiega Vito Vitale, segretario generale Fistel Cisl – di essere delocalizzate all’estero e si è impedito ai cittadini italiani un diritto di scelta a loro garantito dalla legge. Questo ha ingenerato migliaia di esuberi ingiustificati, perché il lavoro non è cessato ma è stato spostato, senza rispettare le leggi, in Paesi con basso costo del lavoro e insufficiente garanzia sul trattamento dei dati personali e sensibili”.