mag 05

Gran successo per la scuola d’arte drammatica al Teatro Stabile di Catania

TEATROSTABILECATANIATeatro-Stabile-di-Catania

CATANIA – Hanno riscosso un grandissimo successo, con ben dodici minuti d’applausi, gli allievi dell’Accademia “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile di Catania che si sono esibiti ne “Il Giardini dei Ciliegi” al Festival Internazionale “Your chanche” 2015 del Teatro di Mosca “Na Stastnom”. 

Lo spettacolo “Il Giardino dei Ciliegi”, diretto da Giuseppe Di Pasquale, è stato selezionato dal direttore del festival Michiail Puskin, dopo un attento esame di ben duecentosette candidature.

L’esibizione dell’accademia “Umberto Spadaro”, tenutasi venerdì 30 aprile, ha lasciato tutti folgorati,  riuscendo a tener ben alto il livello di concentrazione e lo spirito di coinvolgimento grazie all’estrema bravura e passionalità di Andronico Roberta, Calabrese Ludovica, Cirello Marta, Denaro Lorenza, Drago Azzurra, La Bua Valeria, Lo Brutto Graziana, Lo Vecchio Gaia, Arcidiacono Michele, Casano Pietro, Fiorenza Federico, Fioretto Luciano, Nicotra Luigi.

Il Festival internazionale “Your Chanche” si è dimostrata anche una vera e propria occasione di gemellaggio Italia- Russia, infatti ad assire allo spettacolo c’era l’ambasciatore italiano a Mosca, che si è trattenuto anche dopo lo spettacolo per complimentarsi per la regia con Giuseppe Di Pasquale.

Dopo il grande successo il Direttore del teatro “Na strastnom”, Michiail Puskin, come segno di riconoscenza ha voluto accompagnare nel giorno del primo maggio tutta la compagnia dello stabile etneo alla residenza di Mielkova di Anton Pavlovic Checov che è diventato un prestigioso Museo.

gen 02

Sì dell’assemblea dei soci: lo Stabile concorrerà per lo status di teatro nazionale

TEATROSTABILECATANIAL’Assemblea dei Soci del Teatro Stabile di Catania, riunitasi oggi martedì 30 dicembre alle ore 16 negli uffici di via Museo Biscari, ha deciso all’unanimità di concorrere allo status di “teatro nazionale”. Si è trattato di una scelta condivisa, partecipata e – quel che più conta – affermata sul piano istituzionale: come riconoscimento del prestigio dello Stabile etneo e quale attestato di fiducia nei confronti della gestione dell’ente.Per la Regione Siciliana hanno partecipato il dott. Marcello Giacone, capo della segreteria tecnica dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo (collegato da Palermo in videoconferenza); per il Comune di Catania il vicesindaco dott. Marco Consoli; per la Provincia Regionale di Catania il ragioniere generale dott. Francesco Schilirò, per l’Ente Teatro di Sicilia l’avv. Renato Sgroi.Il voto unanime dell’assemblea testimonia la forza culturale e artistica che da oltre mezzo secolo, e ancora oggi, rappresenta il Teatro Stabile di Catania, le cui pluripremiate produzioni sono applaudite dal pubblico di tutta Italia e apprezzate dalla critica nazionale più qualificata.Perciò lo Stabile etneo presenterà la domanda e la documentazione al Ministero dei Beni Culturali. Il presidente del TSC, Nino Milazzo, la ritiene una sfida che sollecita l’impegno culturale e civico di tutta la comunità. Si tratta di una svolta che non è esagerato definire di portata storica.Infatti, alla luce della radicale riforma del settore dei teatri pubblici, attuata con il decreto firmato lo scorso 1° luglio dal Ministro Dario Franceschini, il Teatro Stabile di Catania – al pari degli altri Stabili italiani – è chiamato ad una decisione di enorme rilievo ed importanza. Il suddetto decreto del Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, entrato in vigore il 19 agosto con la pubblicazione in “Gazzetta ufficiale”, pone in essere una rivoluzione, a ragione definita epocale, già avviata dal Ministro Massimo Bray.Il nuovo assetto, com’è noto, cancella i Teatri Stabili e introduce invece la distinzione tra “teatri nazionali” e “teatri di rilevante interesse culturale” (tric).La qualifica di “nazionale” spetterà esclusivamente alle vere e proprie eccellenze; è ambita sia per l’intrinseco prestigio, sia per la maggiore stabilità e capacità produttiva: attraverso il Fus, il Ministero assegnerà più fondi ai “teatri nazionali” che ai tric. Nella riunione odierna, il presidente Milazzo e il direttore Giuseppe Dipasquale hanno illustrato e dimostrato come l’attività del Teatro Stabile di Catania, dal punto di vista organizzativo, produttivo e dell’immagine nazionale, sia pienamente in linea con i parametri richiesti dal decreto in questione (“Nuovi criteri per l’erogazione e modalità per la liquidazione e l’anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163″).

dic 29

Jobs Act KO domani 30 dic sit-in davanti la prefettura di catania

DICHIARAZIONE DI CARMELO BARBAGALLO SEGRETARIO GENERALE UIL

Questo Jobs Act non risolverài problemi del mondo del lavoro; anzi, faràemergere contraddizioni che non saràfacile gestire. Un vero Jobs Act, invece, dovrebbe determinare la soluzione delle crisi aziendali ancora aperte e prevedere investimenti pubblici e privati.

Da questo punto di vista, abbiamo apprezzato la soluzione adottata per l’Ilva che dàun futuro a uno stabilimento strategico per la nostra economia e crea le condizioni per salvaguardare l’ambiente di quel territorio.

Risolvere le vertenze aperte, puntare sugli investimenti per lo sviluppo e l’occupazione, correggere gli errori che scaturiranno dai decreti appena approvati sono solo alcuni degli obiettivi che ci porremo giàa partire dai primi giorni del nuovo anno. Chiederemo a CGIL e CISL di predisporre, insieme, un percorso comune e iniziative unitarie per ottenere questi risultati.

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dic 19

Teatro Stabile, tutti i numeri dimostrano come sia possibile colmare alcune lacune. “La Regione faccia presto la sua parte” 

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Intervento di Giovanni Pistorio, segretario confederale Cgil di Catania e Salvo Bonaventura, Segretario territoriale Uil Catania: La cultura ed i teatri in particolare, potrebbero diventare il nostro core business a condizione che a tali dichiarazioni di principio facciano seguito le azioni concrete di chi ci governa. Nell’intero paese la cultura vale il 2,6% del Pil circa, e genera occupazione per 1,4 mln di occupati; il turismo culturale vale da solo il 3% del Pil e quindi rappresenta il 30% dell’intero Pil generato dal turismo. Nelle città ovviamente, e Catania potrebbe essere messa in tali condizioni, la percentuale è molto più alta. I teatri, ai quali viene tra l’altro assegnata la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale, non vengono però adeguatamente messi nelle condizioni di poter operare. Ciò avviene in primo luogo perché nonostante gli accorati gridi di allarme vengono di anno in anno tagliati i contributi regionali che vengono erogati senza alcun rispetto di criteri validi ed oggettivi, ed in secondo luogo perché quasi sempre le risorse assegnate vengono tagliate nel bel mezzo della stagione già avviata quando gli impegni presi con le compagnie e gli attori sono stati già sottoscritti. Questo ultimo aspetto costringe i teatri a contrarre debiti nei confronti delle compagnie o viceversa a pagare laute penali. Tra l’altro la cancellazione anche di un solo spettacolo, rischia di mettere nelle condizione i teatri di perdere laute quote dei fondi FUS assegnati dal Ministero competente, fondi che vengono assegnati secondo criteri oggettivi. Al Teatro Stabile di Catania, per esempio, nel 2008 la Regione Sicilia ha assegnato € 4.500.000 e nel 2014 solo € 1.870.000,00. Ciò nonostante allo Stabile catanese, grazie alla qualità ad alle quantità complessivamente assicurate, quindi sulla base di parametri oggettivi, il Ministero ha assicurato contributi tali da poter fare scalare l’ideale graduatoria dei Teatri di Prosa italiani; oggi Catania si trova ai primissimi posti, confermando nei fatti i contributi ricevuti alla stregua dei periodi di “vacche grasse”, mentre per gli altri teatri i contributi sono scesi vertiginosamente (ma non ce ne rallegriamo) . Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla condivisione con le parti sociali più attente di una attenta politica di contenimento dei costi e di tagli agli sprechi ed ai privilegi ed il pubblico pare essersene reso conto. Tanto è vero che mentre altrove, nel corso dell’attuale crisi cala il numero degli abbonati (-15%) ed il numero degli spettatori paganti (-2%), al Teatro Stabile di Catania il numero degli spettatori paganti è salito dal 2012 al 2013 del 20%.Adesso, però, alcune questioni vanno poste ed alcune lacune colmate. E’ necessario, infatti, che la Regione Sicilia assegni al Teatro Stabile di Catania un contributo in linea con i risultati garantiti e quindi superiore a quello assegnato negli ultimi anni e che tutti i Teatri vengano messi nelle condizioni di poter sanare i debiti contratti a causa del taglio, avvenuto a stagione avviata, dei contributi. Confidiamo, pertanto, che le buone intenzioni e le idee dell’Assessore regionale al Turismo, che sembra avere le idee molto chiare, possano trovare concreta applicazione e che non solo il vulnus possa essere sanato ma che il Teatro Stabile di Catania possa essere messo nelle condizioni di poter finalmente spiccare l’ultimo balzo in avanti che gli consentirebbe di aderire ai parametri recentemente fissati dal governo nazionale per poter diventare teatro di interesse nazionale. Un passaggio non facile poiché la legge penalizza le aree meno densamente popolate e non riconosce la storicità delle attività teatrali.Per poter raggiungere l’obiettivo è necessario mettere la Regione nelle condizioni di far interagire i diversi teatri, ed una delle condizioni necessarie è, dopo l’avvenuta approvazione della pianta organica, anche l’approvazione del relativo mansionario. E’ chiaro che bisogna mettersi in linea per potersi fare trovare subito pronti altrimenti, nonostante i sacrifici e le rinunce fatte da tutti gli addetti, i benefici per la collettività potrebbero volatilizzarsi a vantaggio di altri enti più puntuali. Ogni ritardo, dopo tante discussioni e dopo tante analisi, rischia di essere deleterio e controproducente”.

dic 04

Il Teatro Stabile di Catania scende in campo contro il Parkinson al fianco della LIMPE

 

Il Teatro Stabile di Catania, uno dei principali centri culturali della città siciliana, scende in campo contro il Parkinson con una serata di solidarietà a favore della LIMPE, che avrà luogo il 5 dicembre, alle ore 17,15, alla Sala Verga con una recita speciale dello spettacolo “Il giardino dei ciliegi” di Anton Cechov. Per l’occasione è stato infatti scelto il nuovo allestimento che tanto successo sta riscuotendo in queste settimane, grazie alla messinscena firmata dal regista Giuseppe Dipasquale, direttore dello Stabile etneo. La produzione si avvale delle scene di Antonio Fiorentino, i costumi di Elena Mannini, le musiche di Germano Mazzocchetti; interpreti principali Magda Mercatali, Pippo Pattavina, Guia Jelo, Gian Paolo Poddighe. L’evento si pone sulla scia della giornata nazionale contro questa malattia, celebrata il 29 novembre. I ricavi saranno devoluti alla LIMPE, la Lega Italiana per la lotta contro la malattia di Parkinson, le sindromi extrapiramidali e le demenze. Al di là del tema socio-politico del declino della classe aristocratica decaduta, “Il giardino” rappresenta la memoria di una vita che se ne è andata inesorabilmente. Un po’ come la malattia del tremore si porta via ogni minima qualità di vita, lasciando questi pazienti in una condizione in cui dipendono costantemente dai farmaci e da qualcuno che li assista. E non è solo il famoso tremore che tutti ricordano a devastare la loro vita, ma anche i blocchi muscolari che possono arrivare in ogni momento, la perdita di equilibrio con le continue cadute, i dolori articolari, le difficoltà nell’alimentarsi e nel parlare, che li isolano sempre di più in una malattia che non uccide, ma annienta la vita, così come gli alberi del giardino che alla fine vengono tutti tagliati.

dic 01

Cala il sipario sulla cultura catanese, stamattina la conferenza stampa Cgil-Uil

uil-cgilCala il sipario sui teatri e sulla cultura a Catania.  – I segretari generali di Cgil e Uil Giacomo Rota e Fortunato Parisi insieme con i segretari provinciali delle organizzazioni di categoria Flc Cgil e Uilcom, Davide Foti e Giovanni Nicotra, hano tenuto una conferenza stampa nella sala “Mico Geraci”, sede Uil, via Sangiuliano 365.

Il punto della conferenza verte sui gravi tagli, che arrivano ad oltre il 50 %, per il comparto cultura e che tocca direttamente la produzione e la vita stessa dei teatri Bellini e Stabile.

Gli interventi accorati  e incessanti dei segretari Generali e dei lavoratori dei rispettivi teatri ” Di cultura si mangia” ci dicono i lavoratori ” L’inbarbarimento della società è frutto anche della mancanza di cultura che enti come il teatro, con le sue rappresentazioni da voce a chi voce non ha!”

 

Al Comune, in particolar modo, chiediamo di seguire l’esempio di altre città d’Italia destinando parte dei proventi della tassa di soggiorno al sostegno del Bellini e dello Stabile che, per affermazione degli stessi operatori alberghieri, costituiscono importantissimi elementi di traino per il settore turistico catanese e siciliano”. Questo un passaggio della conferenza stampa tenuta oggi dai segretari generali di Cgil e Uil, Giacomo Rota e Fortunato Parisi, insieme con i segretari confederali Giovanni Pistorio e Salvo Bonaventura e con il segretario provinciale UilCom Giovanni Nicotra. Nella sala “Mico Geraci” della Uil di Catania anche numerosi lavoratori, in rappresentanza degli oltre 400 dipendenti dei due enti teatrali. Rota e Parisi, peraltro, hanno anche sollecitato al governo Crocetta e all’Ars “la copertura e la materiale erogazione del fondo di risarcimento in favore di Stabile e Bellini, che in questi anni hanno dovuto ripetutamente fronteggiare con risorse proprie le riduzioni decise dalla Regione a produzioni teatrali in corso”.
Gli esponenti sindacali, che hanno lanciato un appello agli abbonati e al pubblico dello Stabile e del Bellini “perché restino vicini ai due teatri”, si sono soffermati sui “numeri della crisi”. Rota, Parisi e gli altri rappresentanti di Cgil e Uil hanno denunciato come “dal 2008 a oggi lo Stabile abbia sofferto una decurtazione di contributi regionali da 4,5 milioni a poco più di un milione, peraltro non ancora del tutto pagati mentre il Comune ha ridotto i fondi da 250 mila euro a 175 mila, non meno pesante il taglio deciso dalla Provincia”. “Per lo Stabile – hanno proseguito – sono così in forse le tournee che dovrebbero partire a fine dicembre, mentre lavoratrici e lavoratori non hanno percepito gli ultimi due stipendi. E risulta ovviamente possibile programmare il futuro. Il Bellini, invece, si ritrova a fare i conti con insopportabili riduzioni delle risorse per una struttura complessa, che comprende pure un’orchestra e un coro: oggi, l’ente lirico dispone di appena 12 milioni in contributi pubblici e 800 mila euro da abbonamenti. Resta, inoltre, irrisolto il nodo del precariato col quale sono state sinora supplite carenze di organico in ruoli-chiave (tra gli altri, mancano gli addetti alla sicurezza degli impianti e al settore amministrativo-contabile) provocate dal blocco delle assunzioni disposto dalla Regione”. I leader etnei di Cgil e Uil hanno, quindi, concluso: “Il rischio, serio, di chiusura dei due teatri non ci fa dormire la notte, perché ciò significherebbe la fine della vita culturale di questa città!”.

nov 11

CAMBIO AL VERTICE UIL AD ANGELETTI SUCCEDE CARMELO BARBAGALLI

Uil: Angeletti si dimette, Barbagallo successore

Il segretario generale Uil Luigi Angeletti si è dimesso. Successore, come previsto, è Carmelo Barbagallo, attuale segretario generale aggiunto. Angeletti ha confermato il prossimo congresso Uil a Roma dal 19 al 21 novembre che eleggerà il nuovo Consiglio confederale e voterà sulla proposta di Barbagallo nuovo segretario generale


 
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